Panettone fai-da-te: una bomba!

??????????????????????
Il mio panettone fatto in casa (l’immagine ha il solo scopo di “illustrare” il prodotto)

Panettone fai-da-te: una bomba!

Oggi vi racconto di quando ho “costruito” a casa il panettone tradizionale. Tutti noi nella vita abbiamo attraversato (o lo stiamo ancora facendo) una fase di ritorno al pane fatto in casa, al rifiuto per il cibo industriale, al desiderio di cimentarsi nella preparazione self del mangiare come recupero delle tradizioni e delle cose genuine (“Chissà che cosa ci mettono dentro”, “Ah, la cucina della nonna!”, “Maledetti! Un panettone 15 euro!”). E poi è pieno di cooking show e food blog, qualche cosa vuol dire…

Occorrente:

  • 1/2 Kg di farina
  • 200 grammi di zucchero
  • 4 uova intere
  • 3 tuorli
  • 160 grammi di burro
  • 15 grammi di lievito di birra

  • 200 ml di acqua (calda)

  • 150 grammi di uvetta
  • 80 grammi di frutta candita a dadini
    – La scorza di un limone
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
  • Sale

La ricetta è quella del mio pasticcere preferito, Fabio (che sta sotto casa mia, e che saluto: “Ciao, Fabio!”). Ogni tanto mi regala qualche perla, come questa. Quello che non mi aveva detto, però, era che la lavorazione richiedeva almeno sei ore (sette/otto se siete casinari o inesperti), quindi io, cominciando sbagliatamente nel dopo-cena, ho passato l’intera notte in piedi a smanacciare questa ca**o di palla appiccicosa. Tre le fasi di lavorazione. Buona fortuna!

Preparazione:

Fase 1: sciogliete 10 grammi di lievito con l’acqua calda e unitelo a 150 gr di farina. Impastate fino a ottenere una palla omogenea. Dopodiché con un coltello praticate la tipica croce sopra. La nonna diceva che si faceva sempre la croce, sui prodotti da forno, perché “Il pane è di Gesù!”. E quando il pane cadeva a terra si raccoglieva e si dava il bacio. E non si buttava mai nella spazzatura, perché è peccato mortale.

La croce sopra. Una volta da piccolo, mi ricordo, giocando ho inseguito mio cugino Francesco e l’ho colpito con un pezzo di pane vecchio, un filoncino, ma così vecchio che gli è uscito il sangue dall’orecchio. Veramente.

Con un coltello, quindi, praticate la tipica croce sopra. Avvolgete l’impasto nella plastica trasparente e chiudetelo in una ciotola. Lasciatelo lievitare per un’ora al caldo, finché non raddoppia il suo volume. Nel frattempo ponete le basi per un torneo di burraco perché, come ho scoperto a mia spese, è lunga la passione.

“Amici, vi ho promesso una seratona!”

Fase 2: quando il volume sarà raddoppiato riprendete a lavorare l’impasto e aggiungete altri 150 grammi di farina, 2 uova intere e il resto del lievito. Montate tutto nella planetaria con la frusta a gancio, oppure a mano. Io, che non avevo mai nemmen sentito parlare della planetaria, se non negli oroscopi eccetera, ho impastato a mano. Vi garantisco che il lavoro non è esattamente semplice e defaticante, soprattutto se avete cominciato alle dieci di sera e i vostri ospiti continuiamo a richiamarvi per un nuovo brindisi. L’impasto diventerà straordinariamente colloso, tipo cingomma. Quando sarà corposo e non più appiccicoso,  aggiungete 100 grammi di zucchero e fatelo assorbire bene. Successivamente unite 60 grammi di burro e impastate finché non si sarà amalgamato tutto.

Una volta ottenuto questo nuovo essere, mettetelo a lievitare di nuovo, avvolgendolo nella plastica e mettendolo in una ciotola coperta. Lasciatelo riposare altre 2 ore (vedi l’inganno?). 

Nel frattempo, alla terza bottiglia vuota, divertitevi a sfidate i vostri amici a Twister. Come giocare a Shangai ma con gli spaghetti. Vedrete: sarà divertentissimo.

C’è sempre un personaggio così alla vostra festa: l’anarchico piacione. Ha sempre un aneddoto per ogni cosa. Tenetelo buono: vi può fare gioco nei momenti di crisi.

Fase 3: a questo punto, la notte è fonda ormai, avrete già parlato di esoterismo e occultismo, ciascuno di voi avrà raccontato le sue esperienze paranormali o (più facilmente) le esperienze di “un mio amico”. Prendete il nuovo impasto e aggiungete 2 uova intere, 3 tuorli e la farina rimasta. Impastate e aggiungete lo zucchero e un pizzico di sale. A quel punto ammorbidite il burro rimasto e incorporatelo impastando per almeno 10 minuti. A me vennero due braccia doloranti e fiaccate. Diverse furono le proposte di aiuto che io, come padrone di casa e chef orgoglioso Chez Michel, liquidai con generosi “Nononono…”. Ecco, non fatelo: distribuite il lavoro. A ognuno secondo i rispettivi bisogni, da ciascuno secondo le proprie disponibilità. Il rischio, altrimenti, è trasformarsi in una planetaria a cui chiederanno, da quel momento in avanti, di preparare il pane a casa perché “Madò come impasti tu!”.

In una ciotola a parte, inumidite l’uvetta. Asciugatela e, insieme ai canditi, alla scorza di limone e all’essenza di vaniglia, unitela all’impasto. Ricordate che aggiungere i canditi è fondamentale, perché altrimenti, poi, quello che si lamenta sempre ci rimane male.

Amalgamate tutto e mettete di nuovo a lievitare finché il composto non raddoppia ancora le sue dimensioni. Ci vorranno circa 2 o 3 ore.

In attesa della lievitazione, creare momenti di intrattenimento vincenti: twister per due versione sofà.

A questo punto potrebbe sopraggiungere lo sconforto: siate forti, ce l’avete quasi fatta. In genere si cede alla prima fase, ma se siete arrivati fin qua vuol dire che la vostra determinazione è grande. Alcuni vostri amici saranno già collassati sul divano, un altro cercherà qualcosa da spiluccare tra i piatti sporchi, un altro accenderà sulla Rai sperando di beccare almeno Pippo Baudo per rianimare l’atmosfera. Parlate loro del cammino di Santiago o di altre vie Crucis. O dite di quella volta che avete dovuto buttare via tutto l’impasto perché c’erano dentro “delle cose strane”. E comincerà un nuovo gioco.

Quando tutti gli ingredienti saranno assorbiti, prendete uno stampo di carta, di quelli a forma di panettone, con le stelle e tutto, e foderatelo con la carta da forno. Lasciatelo lievitare finché non avrà raggiunto i bordi dello stampo e poi infornate.

Ci siamo: fate cuocere a 180 °C in un forno preriscaldato e nel piano più basso insieme a una ciotolina piena d’acqua. Prima di infornarlo fate di nuovo il tipico taglio a croce sull’impasto e metteteci una noce di burro dentro. Non so a cosa serva. Forse per imbiondire Gesù.

Lasciatelo cuocere per 45 minuti. Nel frattempo avrete come l’impressione triste e nostalgica che le feste sono già finite senza di voi. Controllate la cottura con uno spiedino e poi toglietelo dal forno (il panettone. Lo spiedino toglietelo sempre, serve solo per vedere se l’impasto all’interno è cotto: se viene fuori bagnato vuol dire che è cotto).

Attenzione: i mastri pasticceri lo fanno raffreddare a testa in giù! Ecco perché viene tutto bombato! Ma a noi non interessano queste contraffazioni: ci piacciono le cose semplici. Forse anche brutte, ma buone!

Bene, amici. A questo punto, se avete seguito attentamente le istruzioni, potrete gustare uno dei migliori panettoni della vostra vita! Di sicuro il più genuino, sudato e atteso!

Per me quello è stato il primo e l’ultimo: quando ho provato a tagliare questo panetto rotondo con la croce sopra, basso e duro quasi come un panforte, dopo una notte passata a fare bicipiti e intrattenere gli ospiti, avevo capito che probabilmente ognuno deve fare il suo. Poi conferma l’ho avuta da uno dei miei amici (c’è sempre quello temerario “Dai! Lo assaggio io!”), che ha fatto non poca fatica a non fare facce di sdegno.

Forse le dosi, forse la cottura, “Il forno!” dice qualcuno, forse l’alcool, alla fine era forse meglio quello comprato.

Quando Carlo Conti ha fatto scoccare la mezzanotte di Capodanno, abbiamo comunque usato il panettone per rispettare la tradizione: l’ho preso, l’ho buttato dalla finestra e, cadendo, ha fatto un botto BUUUM!!! tipo la capa di Maradona. Il mio panettone inserito nella lista dei botti vietati.

Non fatelo a casa!

 

Fireworks-iStock
Relax and enjoy your life

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...