Sto.
“Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia a un animo predisposto a comprenderla.” (“Il postino”) Continua a leggere Sto.
“Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia a un animo predisposto a comprenderla.” (“Il postino”) Continua a leggere Sto.
Nell’intervallo post-prandiale di una domenica pomeriggio, quando nelle altre case si caffeggia e si amareggia al gracchìo di “Scusa, Ameri”, nella mia casa border line, invece, si approntano misure tecniche contro la noia. Di là in salotto qualcosa tipo The … Continua a leggere La chimica delle piccole cose
“Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa”. In bocca al lupo a me. Continua a leggere The thin red line.
(scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere scrivere … Continua a leggere Scrivere
“…ready soon.” (L. Warburton) Continua a leggere “The translation of NERO has begun.”
La felicità è un frammento. Sta a noi comporci la vita. Continua a leggere Frammenti
Occorre cadere per poter risalire. Quindi. Continua a leggere Caduta libera
Aspettare qualcuno, aspettare un treno, una metro. “Attendere prego” Attendere. Prego. Aspettare un momento. Aspettare il momento. Aspettare il momento giusto. Che è giusto giusto questo. Continua a leggere Attendere prego
Buongiorno lettrici e lettori! Chi vuole qualcosa di veramente forte per cominciare la giornata? Continua a leggere Startin’ up!
http://stodelirando.com/2012/03/20/pezzi-di-memoria/ (sottofondo musicale suggerito: The Doors – Alabama song – Whiskey Bar) Il tipo, che diceva di chiamarsi una volta Jean Claude, un’altra Duchamp, un’altra Gérard o Depardieu, mi chiese venticinque franchi per la micro-consumazione e altri sedici per la lettura. «Mi pare un po’ troppo, monsieur» dissi quasi senza alcuna voglia di polemizzare, ancora la bocca di crème brûlée, «Per dessert e pochi minuti di pagine stropicciate, mi chiede quasi quaranta franchi…» «Quarantuno, per l’esattezza» mi corresse l’omino a righe «Dimentica il gelato al gusto pomodoro che ho provato a farle assaggiare» il vivace signore che diceva di … Continua a leggere Pezzi di memoria.