La mia ragazza ha un cane

La mia ragazza ha un cane.  La mia ragazza ha un cane. Una femmina microscopica. Si chiama Lamù. La mia ragazza, non il cane. Veramente lei si chiama Maria, ma non so perché (non lo sa nessuno) lei si fa chiamare così. «Lamù! Lamù! Amò! Amò!» e tutti la chiamano così. Ho saputo il suo vero nome quando un giorno sono dovuto andare dai carabinieri perché il suo cane aveva mangiato la scarpina di un brigadiere, una cosa che le piaceva da impazzire. Al cane. Lei pianse, pensando che il cane avrebbe potuto essere sparato. E invece niente. La mia ragazza … Continua a leggere La mia ragazza ha un cane

Supercazzola borderline

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Caro McKenzie, ci sono più livelli cognitivi – lo sai, mi flippo spesso su questa storia dei livelli, da quando i primi Freud, i Joyce, gli Svevo, le Woolf, i Piovene, i Berto, i Faulkner, i Pirandello e gli altri – e questi si intersecano spiralitosi, confondendo le percezioni sensoriali vere e proprie con quelle derivanti dalle esperienze personali individuali e quelle delle conoscenze e insieme danno vita ai collaudati e caotici, normalmente senza troppo capo né coda che tanto hanno fatto godere strizzacervelli e strozzapreti allo stesso tempo e in modi diversi, “Flussi di coscienza”, (…) per riuscire (o dovere riuscire) a trovare un senso a quello che un senso non ha: giustificare, ad esempio, certi atteggiamenti borderline (termine – che bello – abusato, che sta ad indicare tutto quello che NOI percepiamo come al limite dell’accettabile, dello “standard”, in positivo o negativo), certi sogni borderline. E certi post in certi blog (blog > blob). Che può essere tutto e può essere niente. Tutto e niente. Appunto: border

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