La verità sulla festa del papà

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Cari lettori, come tutti gli anni assisto con sgomento e orrore allo scempio che viene fatto, a cominciare dal web, nei confronti della Festa del Papà.
Quello che, sfortunatamente, in pochi ricordano è come effettivamente è nata questa celebrazione, oggi così superficialmente sputtanata ovvero per ricordare la strage dei papà del 19 marzo.
In quel giorno del 1938, in una fabbrica di passeggini del Wisconsin, un gruppo di operai (tutti con figli) provarono a suggerire all’azienda per cui stavano montando dei prodotti per l’infanzia di lasciare perdere questi carrozzini vintage con le ruote grosse a raggi, le tendine e le bardature inglesine ricamate, proponendo di realizzare prodotti essenziali, realizzati con materiali lavabili, sfoderabili, pratici da aprire e richiudere, possibilmente composti in più moduli che si potessero intercambiare anche in vista della crescita del bambino.
La signora Jennifer Scott, proprietaria dell’azienda, non approvò l’idea, anzi: sostenitrice agguerrita della supremazia delle mamme nella gestione delle cose dei figli, cestinò il progetto del “Trio” e disse agli operai di tornare al lavoro. Dopodiché sprangò l’unica uscita e diede fuoco al capannone con gli operai dentro.
Da quel giorno molte cose sono cambiate e lo ricordiamo con questo avvenimento, che per fortuna non è soltanto lavoretti di gesso e mollette da bucato o cravatte e pipe e gilet ritagliati sui cartoncini, ma è un modo per ricordare l’acquisizione di diritti per i papà che prima erano del tutto sconosciuti, e l’invito alla persecuzione di altri. Vediamoli insieme:
– diritto di poter dare indicazioni (anche se solo sotto forma di suggerimento) circa l’acquisto di moduli per il trasporto e lo stoccaggio del/la figlio/a (meno sul colore);
– diritto di poter passare notti insonni a consolare il neonato piangente;
– diritto di poter sostituire la madre del neonato nei suoi compiti, per permetterle il recupero del riposo fisiologico, e di permetterle il graduale reinserimento nel mondo del lavoro;
– diritto di poter maneggiare il neonato, cambiargli pannolini, lavarlo, farsi vomitare addosso appena prima di uscire per andare al lavoro;
– diritto di nutrirlo, prepare i pasti, testare le temperature di cibi e bevande, pulire la postazione dopo l’esplosione dei piatti;
– diritto di sbagliare gli abbinamenti di stili e colori nelle operazioni di vestizione dei figli;
– diritto di pettinare figlie permanentemente insoddisfatte delle proprie capigliature;
– diritto di giocare coi figli;
– diritto di baci e abbracci in quantità illimitata;
– diritto di essere sostenuto nel ruolo di padre, anziché in quello di amico;
– diritto di accompagnare i figli nelle attività scolastiche ed extrascolastiche coprendo tutte le distanze e tutte le condizioni meteo;
– diritto di rinunciare a parte sostanziale dei propri studi e dei propri hobbie e anche a parte dello stipendio rinunciando a parte del lavoro;
– diritto di essere incluso nelle chat di WhatsApp delle mamme ed essere aggiornato su qualsiasi minchiata e sulle opinioni, anche se incoerenti o perennemente ondivaghe, di ogni singola persona su ogni singolo tema e ogni singola opinione di ogni persona su ogni tema;
– diritto di essere chiamato “papà” con relativi benefit da attaccare al frigorifero (inclusi cartoncini tagliati a forma di cravatta, pipa, gilet e cuoricini).
Per tutti, l’invito è a far valere sempre e in tutte le circostanze i propri diritti (profonda mestizia per quei padri che approfittano di questa giornata per andare a spogliarelli nei night: li leggo anche io i vostri post su facebook…).
Simbolo della festa è la zeppola, un dolce dalla forma tonda con crema e amarena, che ricorda la ruota del passeggino con la goccia di sangue, a memoria di quei papà che si sono sacrificati per i nostri figli.

 

Michele Lamacchia

Instagram: @leparolecreanomondi

Facebook: Michele Lamacchia ; Le parole creano mondi

mail to: leparolecreanomondi@gmail.com

6 pensieri su “La verità sulla festa del papà

  1. Ciao! Ti scopro solo oggi è resto molto colpita dal fatto che dopo soli 5 minuti dalla tua conoscenza, conosco già qualcosa a me prima sconosciuta…la storia mi è piaciuta molto e anche il significato delle zeppole, che nonostante sono napoletana, non conoscevo…tutto molto interessante. Inizio a seguirti con molto piacere.

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