Doppie punte (is “on hair”)

Woah! Senza alcun preavviso, come quei regali che trovi sotto l’albero dopo che li hai scartati tutti e non ha nemmeno un biglietto e dici: “EHI! E questo?”.

Ieri ho scritto una mail all’Editore per gli auguri eccetera eccetera, ma in realtà per sapere: mi dai una DATA CERTA per l’uscita del libro (per favore?)

“…è uscito.”

doppie-punte-cover
La faccia che ho fatto quando, senza preavviso, mi hanno detto che il libro era in vendita

Come si può immaginare, ieri ho faticato per smettere di saltare per l’eccitazione e il volere e il dovere di esternare la notizia, mentre in the meanwhile, le mie figlie mi chiedevano di interpretare l’Uomo Hotdog nella loro messa in scena Lego (in breve, io ero uno dei figli hot-dog di una famiglia di multipli di 12, con tutta una serie di problemi: nati come polpettine, crescendo aspirano ai carismi più grandi. Poi però sorgono i problemi che rivelo in una specie di video intervista: una sorella investita da un camion di ferri da stiro Worwerk diventa schiacciatina, una madre che approfittando delle sue potenzialità riesce a fare la tacchina del 4 luglio da Obama e un padre amante della caccia che, per il dolore, diventa improvvisamente vegano ma, per non rinunciare alla sua passione, va comunque nei boschi all’alba ma spara ai funghi).

Come si può immaginare, non dirò molto sul contenuto del libro (almeno in questo post) per non rovinarmi il gusto della paura di sapere cosa vi colpisce, cosa ritrovate, cosa vi fa indignare, ridere, innamorare o arrabbiare di questa storia.

DOPPIE PUNTE (edito da Lettere Animate e in vendita per esempio QUI, ma anche negli altri store on line o ordinabile in libreria in attesa della distribuzione capillare, oppure in digitale QUI) è una storia d’amore, d’amore per la vita, per le cose giuste, per le cose belle, è una storia di scoperta, di crescita, di città diverse, di cose per sempre e cose da niente, di crisi profonde e di forti contrasti (di fregature, di tradimenti e sentimenti resistenti, di profondità abissali e superficialità agghiaccianti) che a me – anche adesso che è finito – ancora fa ridere e fa piangere.

L’ho scritto partendo da due cose, fondamentalmente: un fatto di cronaca che mi lasciò devastato, e poi dalla mia ossessione per questi cazzo di capelli che non hanno un garbo, non hanno un senso, ogni giorno me ne fanno una. Si sbiancano alla velocità della luce, poi si fanno a forma di Pokemon, poi si schiacciano, poi li metto a destra e se ne vanno a sinistra. Per non parlare poi del mio parrucchiere (quello che una volta mi chiama Maurizio, una volta Marcello, una volta Massimo, una volta Stellina) che vorrebbe a tutti i costi farmi la tinta (la TINTA, signori miei…) e che si ostina a fonarmi il ciuffo all’indietro, manco fossi una checca fashion degli anni ’80 o i vari Scialpi, Robert Smith, Cristiano Malgioglio e cose così. Eh sì, esatto: si parla di capelli.

DOPPIE PUNTE è il risultato di alcuni anni di frequentazioni inusuali e generose e, ora che è pronto, non vedo l’ora di poterne parlare con voi.

Porto molto amore nel cuore.

Fatemi sapere.

Con affetto, M.

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