Chi si ferma è perduto (sempre e per sempre) [Free24 #32]

Chi si ferma è perduto (sempre e per sempre). “Cati piru ca ti mangiu” (proverbio popolare) – “Chi non ha voglia di lavorare non dovrebbe avere nemmeno voglia di mangiare” (cit.) Io ho avuto mazzate. Ho sentito il freddo. Ho provato la fame. Io ho dormito nei treni, ho dormito per terra, ho rinunciato a dormire, ho gridato nel buio, ho pianto di rabbia. Ho mangiato patate, ho provato di tutto, ho consumato le scarpe, ho chiesto qualcosa, ho anticipato la sveglia, ho viaggiato nascosto, ho strappato giornali, ho strappato le erbacce, ho potato gli alberi, ho buttato i rami … Continua a leggere Chi si ferma è perduto (sempre e per sempre) [Free24 #32]

Ualìn u’scem (la controfigura)

Oggi la luce sarà buona. Quando il sole è forte e il cielo velato si può girare senza quelle ombre marcate che ti tagliano la faccia e quei forti contrasti di chiaro-scuri. Spero che quell’incapace del direttore della fotografia si affacci, altrimenti facciamo come ieri e ieri l’altro quando, nonostante queste condizioni, non ci ha permesso di girare. Il set è quasi pronto. Gigi del bar mi ha fatto arrivare il caffè lungo macchiato caldo, come tutte le mattine. Io aspetto e osservo: i fornitori svuotano i furgoni dalle casse, gli operai srotolano rotoli di cavi elettrici per terra, le … Continua a leggere Ualìn u’scem (la controfigura)

Palle di plastica

«Papà, mi aiuti a fare i compiti di storia?» parametri anomali «Papà?» «Sì, scusa amore, dimmi» fuori controllo «Mi aiuti a fare i compiti di storia?» percentuali sospette «Sì, certo» ma guarda qua, che storia: aumento esponenziale «La maestra ha detto di chiedere ai nonni e ai papà come giocavano a palla tanti anni fa, quando erano bambini. Mi aiuti?» sfortunate coincidenze? «Ti aiuto? Vorrei aiutarti, sì… Ma non potete studiare gli assirobabilonesiegiziani?» «Papi, in quarta. Io faccio la prima, ancora» forse è necessario indagare a fondo «Va bene. Allora, proviamo a fare una sintesi veloce delle cose moderne, poi … Continua a leggere Palle di plastica

Philosophenweg

Gesellschaftliche entwicklung (sviluppo sociale), di Michele Lamacchia …e mentre correvo, saltando le radici degli alberi, notai che seduto ad una panchina c’era il solito ragazzo con quaderno e penna. Era questa la cosa che me lo fece saltare in faccia: il fatto che non stesse correndo, ma che stesse perdendo tempo così. Tutti i giorni, da una settimana, almeno. Feci il mio spit-stop (una pausa breve in cui mi stiracchiavo e sputavo) proprio là vicino. Dato che non mi guardava «Scusa», poggiai la mia lunga gamba depilata di fresco sulla spalliera, di fianco alla sua testa. E cominciai e strechare. … Continua a leggere Philosophenweg