


A UN CERTO PUNTO DIVENTI UN PESCE
Milano, 23 giugno 2026
Che cosa succede quando l’infanzia è insieme rifugio, incubo e laboratorio dell’immaginazione?
In E a un certo punto diventi un pesce, Michele Lamacchia racconta un mondo familiare attraversato da contraddizioni profonde, dove la durezza della vita quotidiana convive con l’assurdo, l’ironia e una fantasia infantile capace di trasformare il dolore in racconto. Attraverso una voce narrativa intensa, spietata e sorprendentemente comica, il romanzo segue la crescita di un bambino alle prese con una famiglia popolare del Sud Italia, fatta di padri sfuggenti, madri sopraffatte, nonne ingombranti, fratelli, superstizioni e piccoli rituali domestici che oscillano continuamente tra amore e sopraffazione.
Tra episodi grotteschi, memorie familiari e invenzioni immaginative, Lamacchia costruisce un romanzo in cui il confine tra reale e fantastico si fa instabile. Il protagonista è convinto di possedere poteri misteriosi: può smaterializzarsi nel sonno, sopravvivere a incidenti impossibili, trasformarsi persino in un pesce. Dietro questa lente infantile, tuttavia, si intravedono la fragilità emotiva, il senso di abbandono e il bisogno ostinato di trovare ordine in un mondo governato da adulti imprevedibili e spesso incapaci di cura.
Ma E a un certo punto diventi un pesce non è soltanto un romanzo sull’infanzia. È anche un’indagine affettuosa e feroce sulle eredità familiari, sulle maschilità popolari, sui modelli educativi tramandati e sulle ferite invisibili che accompagnano la crescita. Attraverso una lingua viva, orale e potentemente evocativa, Michele Lamacchia restituisce dignità narrativa ai dettagli minimi della vita domestica, trasformando il privato in esperienza collettiva.
Nel racconto emergono con forza la memoria di un’Italia periferica e popolare, il peso delle aspettative familiari e la tensione costante tra destino e desiderio di emancipazione. L’infanzia diventa così uno spazio ambiguo: luogo di paura e meraviglia insieme, dove anche il trauma può assumere i contorni di una favola disturbante e irresistibile.
Con questo romanzo, Michele Lamacchia firma una narrazione intensa e originale, capace di alternare comicità e malinconia, brutalità e tenerezza. Il risultato è un libro che interroga la memoria senza nostalgia, restituendo voce a quell’età fragile e potentissima in cui il mondo non si capisce ancora, ma si prova disperatamente a immaginarlo.
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