L’uomo uccello.

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L’uomo uccello (e l’imprevedibile virtù dell’ignoranza).

Ho visto Birdman. Mi è piaciuto molto.

Il film di Iñárritu non è una commedia nel senso stretto del termine. “Commedia” non rende giustizia, poiché si sorride, poi si ride amaro, poi ci si indigna, ci si schifa, si riflette, ci si arrabbia. Film “divertente”, nel senso del film che ti puoi godere (sempre se sei uno che riesce a seguire lunghi film al buio di un cinema senza addormentarsi anche se non si vede fi*a o schizzi di sangue o macchine cappottate e inseguimenti), a tratti sognante, surreale, visionario.

Spoiler: allora, non c’è fi*a. C’è la splendida Emma Stone, bravissima e bene nella parte della figlia ex-tossica-punk di Keaton. C’è la bella Naomi Watts, attrice dalla vita privata depressa, molto lontana dalla giovane Betty di “Mulholland drive” o dalla giornalista fresh and curious di “The ring”. Non ci sono inseguimenti ma in un’unica scena ci sono macchine cappottate e sparatorie. Ci sono però spari e schizzi di sangue (è teatro, amici).

Emma Stone nella parte della ex-tossica, social e sputa-sentenze della figlia di Riggan

La storia, credo, ormai, la sapete: Riggan Thomson (interpretato da un sorprendente e realistico Michael Keaton) è un attore hollywoodiano in declino, dopo i successi ottenuti recitando nel ruolo di “Birdman”, un supereroe con un costume da uccello capace di volare. Facile vederci il parallelo con il primo “Batman” di Tim Burton, che ha segnato la carriera professionale di Keaton per sempre, e questo rende tutto molto più credibile. Thomson, considerato un perdente da critica, pubblico, amici e famiglia, adatta un racconto di Carver per una rappresentazione teatrale, nella quale recita da protagonista. Il pubblico, anche grazie a un efficace e (quasi) unico piano sequenza, riesce a vivere in diretta le sensazioni legate all’ansia di produzione, realizzazione e messa in scena dello spettacolo, dalle ultime prove alla “prima”. E ad amare senza riserve il fallito super-Keaton.

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In questa scena i due attori, Keaton e Norton, non potendosi sfidare sul palcoscenico del teatro, si menano per dimostrare chi è il più dotato

Non ci sono cattivi,  e tutti lo sono: la critica, i giornali, gli avvocati, uno stronzissimo e perfetto Edward Norton, mina vagante sul palco già traballante e incasinato di Thomson. E c’è l’imprevedibile virtù dell’ignoranza, che probabilmente è la casuale forza vincente del personaggio Riggan Thomson (o di noi, fruitori in balia).

Tutto molto curioso, citazioni sparse (“Una cosa è una cosa, non quel che si dice di quella cosa”), nessuna colonna sonora eccetto l’ossessiva batteria jazz che segue, accompagnandoli, i personaggi dietro le quinte, senza disturbare. Qualunque premio riceverà questo film, a mio parere, sarà meritato.

Morale della favola: siate gentili con chi vi sta d’avanti, poiché non sapete quale battaglia sta combattendo e quale ha già combattuto.

E poi: «Se sei a terra non strisciare mai. Se ti diranno “Sei finito!” non ci credere. Devi contare solo su di te».

E poi puoi pure volare.

 

Michele Lamacchia

Instagram: @leparolecreanomondi

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mail to: leparolecreanomondi@gmail.com

4 pensieri su “L’uomo uccello.

  1. Due tentativi falliti: iniziato due volte, la prima volta ho mollato al quarantesimo minuto, la seconda volta ho mollato intorno all’ora. Proverò di nuovo dopo aver letto questo post, ma con molta fatica, l’ho trovato insopportabile

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    1. Personalmente, se non ci riesco alla seconda, non mi accanisco. Ma non ho mai lasciato nessun film a metà. Nemmeno “Stranieri” dei fratelli Magrì (il film più brutto della storia dell’umanità) o “Shining” di Kubrik, l’unica pellicola che è riuscita a farmi addormentare (se vogliamo escludere i lungometraggi Disney dell’infanzia). Lo stesso con i libri: dopo i primi due tentativi lascio “decantare” per un tempo ragionevole. A me il film ha coinvolto anche per l’originalità della regia, la mancanza apparente di uno schema “tradizionale”: i film girati su un unico piano sequenza sono pochi e, ti rendi conto, difficili da fare e da recitare. Per me sono stati bravi 🙂 Fammi sapere se ci proverai ancora, Massi, oppure se rimanderai e a favore di quale film!

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  2. Quindi è un film che consigli. Penso che lo guarderò.
    Vorrei aver letto questo articolo ieri pomeriggio, prima di vedere quell’orrida pellicola (Imago Mortis) che mi è pure toccato recensire…

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